Radio Gold

Venerdì 24 Gennaio 2020
I sondaggi di Radio Gold e Il Piccolo hanno sancito la vittoria dei cittadini che vorrebbero il centro di Alessandria chiuso alle auto
Centro di Alessandria chiuso alle auto: 8 su 10 dicono sì
Centro di Alessandria chiuso alle auto: 8 su 10 dicono sì

ALESSANDRIA – Il sondaggio ha dato il suo responso. Per la stragrande maggioranza dei votanti il centro di Alessandria deve essere chiuso alle autoOltre 2.300 persone su Radio Gold e 2.400 sul Piccolo hanno espresso la loro opinione con oltre l’80% favorevole alla pedonalizzazione. Certo, il risultato non ha valore scientifico, ed è una provocazione, un punto di partenza che permette di ragionare concretamente sul tema, ma dovrebbe cominciare a smuovere tutte quelle remore che impediscono di assumere scelte coraggiose e chiare, in un senso o nell’altro.

ALESSANDRIA CHIUSA ALLE AUTO

Radio Gold

Votanti 2.381

Favorevoli al centro chiuso alle auto 1.964 (82.3%)

Contrari al centro chiuso: 417 (17.5%)

Il Piccolo

Votanti 2.483

Favorevoli al centro chiuso alle auto 1.988 (80.1%)

Contrari 495 (19.9%)


In questi giorni il tema ha scatenato un forte dibattito sui social, attraverso mail in redazione o discussioni in diverse sedi. Molti commercianti hanno chiarito la loro posizione, spiegando di non essere ostili alle chiusure al traffico ma di pretendere servizi all’altezza delle altre città in cui questo avviene. Chiaro e giusto. L’iniziativa messa in campo ha proprio questo senso: spingere affinché i servizi vadano davvero nella direzione di avvicinare le esigenze di due mondi, quello del commercio tradizionale e dei cittadini che vorrebbero vivere una città più a misura d’uomo.


Oltre l’80% dei votanti, nei due sondaggi, è a favore del centro chiuso alle auto

Il risultato tuttavia non può lasciare indifferenti. Alessandria ha bisogno di una visione per capire quale strada prendere. Una via Dossena pedonale è ovvio che non abbia senso abbandonata a se stessa ed è palese che sia un tradimento rispetto al progetto iniziale del ponte Meier. Quella zona avrebbe dovuto godere di passerelle sul fiume e di un’area molto più intrecciata con il fiume. Piazza Santa Maria di Castello dovrebbe essere uno spazio vivo e vitale agganciato al centro e popolato di iniziative che valorizzino il luogo connesso alla città. Alcune vie del centro, oggi appannaggio di grigi edifici senza negozi, non dicono nulla, ma chiuse alle auto e inserite in una politica di ripopolazione commerciale come avviene altrove (all’estero molte amministrazioni hanno stanziato fondi per negozi temporanei da affidare ai giovani, incentivare produzioni orginali) potrebbero essere rilanciate. E, sia ben inteso, nessuno pensa che i commercianti siano stupidi. Solamente si dice che se tutto quello che stiamo vivendo oggi non funziona è evidente che bisogna cambiare modo di ragionare.


matematica situazioni simili prendono il nome di “Pregiudizio di sopravvivenza”. Una definizione che si aggancia al ragionamento di un matematico austriaco, Abraham Wald. Durante la seconda guerra mondiale risolse il problema dei danni causati agli aerei alleati. Gli esperti per far fronte all’abbattimento dei caccia analizzarono tutti gli aerei di ritorno dalle missioni rilevando che i colpi della contraerea nemica perforavano le ali e le carlinghe mentre erano pochi i fori lungo i motori o l’abitacolo. Pensarono dunque necessario rinforzare le zone maggiormente bersagliate, senza ottenere risultati però significativi. Wald ribaltò il ragionamento e spiegò che l’analisi doveva essere compiuta sugli aerei che non tornavano immaginando che fossero stati colpiti in ogni altra parte dell’aereo e che quelli con fori in altre zone non facessero parte del suo campione perché abbattuti. L’intuizione fu felice e le operazioni di rinforzo nelle zone prima non considerate sortirono l’effetto sperato.

Questo è appunto il “Pregiudizio di sopravvivenza”, il limite mentale dell’essere umano che, in pratica, consiste nella attitudine a concentrarsi sulle cose sopravvissute anziché pensare a quelle che non lo sono. Ecco, la visione del problema sotto un altro punto di vista dovrebbe aprire altri scenari. Vie cittadine piene di negozi non standardizzati, dove si possa passeggiare senza alcun problema, in cui i dehor siano liberi e concessi gratuitamente dall’amministrazione, dove i pedoni abbiano la certezza di non avere alle spalle delle auto può essere la soluzione ideale per tutti. Senza dimenticare zone di parcheggio importanti, bus puntuali e frequenti, oltre a una scrupolosa attenzione al decoro urbano. E poi Alessandria ha una ampia popolazione di anziani che tenderà, nel tempo, a usare sempre meno l’auto e quindi anche a raggiungere i centri commerciali. Avere i negozi sotto casa, creare residenze in un centro pieno di servizi può essere vitale.

Forze l’idea presentata non funzionerà, o forse sì, ma è un’idea appunto. E magari tutto questo non basterà nemmeno ma “la vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti“. Lo diceva Einstein, non uno qualunque, e il riferimento alla bici è più che mai pertinente in questo caso.



Redazione
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