Il Carmagnolese

Domenica 29 Marzo 2020
Legambiente: “No all'apertura alla caccia a 15 nuove specie” per la Regione Piemonte.
Legambiente: “No alla caccia a 15 nuove specie”
Legambiente: “No alla caccia a 15 nuove specie”

Legambiente Piemonte rende noto che nel DDL 83/2020 si prevede l’abrogazione del divieto di caccia per quindici specie ad oggi protette.

Le quindici specie protette sono: il fischione, la canapiglia, il mestolone, il codone, la marzaiola, la folaga, il porciglione, il frullino, la pavoncella, il combattente, il moriglione, l'allodola, il merlo, la pernice bianca e infine lepre variabile.

Inoltre Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta chiede il rinvio a nuova discussione, una volta fuori dall'attuale stato emergenziale, riguardo la deroga al divieto d’inserimento di fauna selvatica “pronta caccia”; il via libera alla caccia notturna al cinghiale e il ridimensionamento dell’utilizzo di capi d’abbigliamento ad alta visibilità.

«In un momento di emergenza sanitaria non è ragionevole procedere a tutto sprone su norme complesse come quelle contenute nel DDL in questione. In questo momento storico – dichiara Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – è pericoloso prevedere maggiore mobilità venatoria (specie, tempi e spazi). Una vera e propria deregulation per un'attività assolutamente non necessaria al Paese, che inoltre crea danni alla fauna e all'ambiente».

«Sarebbe esattamente l'opposto rispetto a quanto tutte le indicazioni scientifiche chiedono per difendere la salute dei cittadini e favorire e sostenere una ripresa sociale ed economica in un contesto fortemente cambiato dalla pandemia» conclude Prino.

«Stiamo assistendo ad un tentativo evidente e completamente ingiustificato di andare verso il “grilletto libero” –prosegue Angelo Porta, vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Fra le specie a cui si vuole aprire la caccia alcune sono “minacciate a livello globale”, altre che sono in pericolo sul continente Europeo, altre infine a forte rischio in relazione ai cambiamenti climatici dell’ambiente montano

Concludono da Legambiente « L'unica limitazione che si prospetta, ovvero la possibilità di vietare la caccia su un fondo aperto, è legata ad un piano faunistico regionale inesistente, che la giunta regionale ha rinviato di tre anni e che aspettiamo da "solo" 28 anni».

 



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Redazione
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