Le storie della domenica

Domenica 29 Marzo 2020
Il nuovo racconto invernale (1 di 4)
Una notte come tante altre (1 di 4)
Una notte come tante altre (1 di 4)

Era una notte come tante altre, una tiepida notte estiva illuminata dalla luna piena.

Nella strada che passando per una delle porte della città saliva verso il borgo antico, un uomo camminava.

La strada era illuminata da torce applicate alle pareti delle case a distanza di qualche decina di metri l’una dall’altra.

Passo dopo passo, metro dopo metro, l’uomo avanzava sicuro nella notte, guardandosi intorno e fermandosi di tanto in tanto a guardare i portoni delle case, come se stesse cercando un’abitazione in particolare, un indirizzo o una persona.

Era vestito di scuro, con un abito molto elegante e raffinato, con un leggerissimo mantello, una camicia anch’essa scura e una cintura da cui pendeva un piccolo spadino.

Probabilmente l’uomo era entrato in città prima del tramonto, con il consenso e l’approvazione dei guardiani presenti a custodire gli accessi, aveva forse camminato nelle strade che costeggiano le mura e nella notte si era incamminato verso la parte alta della città, dove si trovano le villette nobiliari, alcuni conventi, la casa del vescovo e il castello: doveva raggiungere qualcuno qui?

L’uomo giungeva davanti ad un grande portone, osservava fermandosi per qualche minuto e si allontanava, tornando sui suoi passi e incamminandosi verso la parte bassa della città.

Proprio qui l’uomo aveva, per dormire, trovato alloggio, in una piccola locanda e qui si apprestava a tornare.

Una volta entrato prendeva possesso della camera.

La sera seguente l’uomo si incamminava ancora lungo la strada verso la parte alta dell’antico borgo, soffermandosi davanti al portone, lo stesso della sera precedente. Questa volta però l’uomo guardava verso una finestra illuminata da una fioca lampada ad olio che brillava nel buio: una luce giallastra dove si vedevano muovere ombre, o forse solo un’ombra: qualcuno si muoveva all’interno della stanza nonostante l’ora tarda.

L’uomo passeggiava sotto l’abitazione fino a vedere la luce all’interno della stanza spegnersi, poi tornava alla sua stanza nella locanda.

Nella sua mente era presente un’immagine, forse un ricordo di anni prima, l’immagine di una ragazza che viveva in quella casa…

Stava allontanandosi quando sentiva nel silenzio della notte uno scatto, un rumore e una voce: «chi è sotto la mia abitazione in quest’ora così tarda? Cosa volete?».

Udendo questa voce provenire dalla finestra aperta l’uomo guardava in alto e vedeva affacciata una figura femminile. Lei?

Confuso, insicuro e dubbioso decideva di far finta di non aver sentito e si allontanava verso la locanda dove alloggiava per il periodo della sua permanenza in questo paese che per lui non era sconosciuto o straniero: pare infatti fosse nato da queste parti ma che fosse andato via da lungo tempo.

Improvvisamente un ripensamento lo riportava indietro a quella casa ma la luce è spenta.



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Claudio Rocca
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