ASDP ATLETICA PINEROLO

Venerdì 18 Ottobre 2019
Sono trascorsi cinque anni da quando mi dissero che ero affetto da sindrome extra piramidale che semplificando viene identificata con il “Parkynson”. Al momento il “Parkynson” è una malattia che non ha sbocchi positivi, ma la ricerca a piccoli passi procede. Chissà!!
I miei primi 5 anni di Parkynson. semplici riflessioni
I miei primi 5 anni di Parkynson. semplici riflessioni

Sono trascorsi cinque anni da quando mi dissero che ero affetto da sindrome extra piramidale che semplificando viene identificata con il “Parkynson”.

Al momento il “Parkynson” è una malattia che non ha sbocchi positivi, ma la ricerca a piccoli passi procede. Chissà!!

La gente non sa che il Parkinson non è solo tremore, ma è la degenerazione del sistema nervoso con sintomi diversi da uno all’altro.

“Parky” non ti lascia mai solo, “Parky” a volte è discreto, altre molto invadente.

Dopo aver saputo che “Parky” ti ha scelto come amico, è molto facile cadere in depressione. Non esci più, ti lasci andare e parli solo di medicine. Ti chiedi come sarà il tuo futuro, come cambierà la tua vita familiare, aspetto che subirà moltissimo gli effetti della malattia.

Ti affidi ad un neurologo (che io chiamo Tutor) che ti indica come affrontare il tuo nuovo sentiero di vita. Le sue indicazioni generalmente riguardano solo l’aspetto farmacologico, quali farmaci assumere e quante volte al giorno.

Le medicine sono decise dal nostro “Tutor” sulla base del colloquio e della visita medica. In questo settore noi abbiamo un ruolo importante nel descrivere nel modo più preciso i sintomi, la reazione ai farmaci, i progressi eventuali e dopo il ”Tutor” ci indicherà la “road map” farmaceutica.

La nostra “road map” è parte integrante di un mondo enorme costituito dal rapporto che abbiamo con noi stessi, dal rapporto con la malattia, dal rapporto con la famiglia, dal rapporto con le persone e le cose che ci circondano.

Nella speranza giornaliera di venire a conoscenza di qualcosa che ci faccia tornare come nuovi leggiamo di tutto, diventiamo assidui visitatori del web, partecipiamo o seguiamo conferenze e dibattiti. In rete ci vengono indicate moltissime attività in grado di farci affrontare meglio la malattia: Camminata Sportiva, Tai chi, Bicicletta, Metodo Rosen, Yoga, Ballo, Musico Terapia, e molto altro.

Le attività, che la società ed il web ci propongono, sono molteplici e tutte con una propria valenza positiva. Nascono così dibattiti su qual è la migliore, qual è quella che “assolutamente” devi praticare, se deve essere un’attività fisica motoria o di rilassamento etc.

Io sono sempre più convinto che la scelta deve orientarsi verso quell’attività che:

·     più ci soddisfa,

·     più è in linea con le nostre preferenze e gusti

·     diventerà uno stile di vita e che praticheremo normalmente, con i nostri limiti, e non come fosse una delle tante medicine.

E’ vero che alcune attività, più di altre, hanno una maggiore correlazione con il Parkinson e che più ci aiutano a contrastarlo, ma tale attività non può essere svolta contro i nostri gusti. Le imposizioni sovente danno effetti opposti.

Spuntano come funghi una miriade di iniziative, di corsi, di tipi di ginnastica, con o senza musica e sempre indicate come specifiche per il Parkinson.

Personalmente:

·     ho continuato a fare l’allenatore di atletica,

·     cammino con i bastoncini tutti i giorni facendo le commissioni di casa,

·     cammino al Sabato (4/6 km) e alla domenica come attività aerobica prolungata (10/15Km) insieme ad amici e amiche.

·     Ho acquistato una bicicletta a pedalata assistita, con un gran cestone

·     Mi sono iscritto al Coro dell’Unitre, un’attività che non ho mai svolto in vita mia, a cui mi sono avvicinato per confrontarmi e collaborare cantando con altre persone curando la respirazione.

E’ importante ricordare che quanto scritto in precedenza vale anche per le persone “normali”, che molte attività sono le stesse e che tutti svolgeranno secondo le proprie capacità, fatto salvo casi specifici e in fase molto avanzata.

Per tutti è importante che la ricerca faccia passi avanti, e di conseguenza anche il benessere farà passi avanti.

Per chiudere questo breve scritto affermerei:

·     Importante è reagire e anche se scappa qualche lacrima non importa, siamo umani,

·     Diventare curiosi, è la volta che aumenteremo le nostre competenze,

·     Collaborare con gli altri, soprattutto con i nostri cari

·     Mantenere il più a lungo possibile una certa autonomia.

 



Giancarlo Magnarini
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