Museo Regionale dell'Emigrazione

Mercoledì 26 Agosto 2020
Se sappiamo che il Coronavirus ha viaggiato di continente in continente, che ne era delle malattie di un tempo? Che peso avevano per l’esito del percorso migratorio? Ne parliamo con Augusta Molinari, Docente presso l’Università di Genova, sabato 5 settembre, alle ore 21,00.
Sabato 05 Settembre
Piazza Donatori di Sangue, 1
Corpi al lavoro. Il rapporto tra malattia ed emigrazione
Corpi al lavoro. Il rapporto tra malattia ed emigrazione

Ai tempi del Coronavirus abbiamo spesso sentito parlare di confini: quelli della nostra porta di casa, del balcone, del Comune o della Regione di Residenza, quelli ridiscussi dal trattato di Schengen. I confini sono stati tracciati e rimarcati, reinventati anche, dal COVID-19. Questi ultimi, soprattutto a livello nazionale, se sono tuttora solcati dai migranti contemporanei, erano attraversati anche durante il periodo della Grande Emigrazione italiana. Se sappiamo che il Coronavirus ha viaggiato di continente in continente, che ne era delle malattie di un tempo? Che peso avevano per l’esito del percorso migratorio? Vi erano misure di tutela dei migranti nei paesi di immigrazione o al ritorno in patria?

Ne parliamo con Augusta Molinari, Professoressa ordinaria di Storia presso l’Università di Genova, che è la più grande esperta di storia della sanità in Italia. L’incontro, fissato sabato 5 settembre alle ore 21,00, è organizzato negli spazi esterni del Museo in caso di bel tempo, diversamente sarete nostri ospiti nella sala conferenze. Il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri autorizza gli incontri culturali anche negli spazi chiusi, purché vengano rispettate le norme volte ad evitare l’aumento dei contagi: indossare la mascherina, mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro, disinfettare le mani. Consigliamo dunque la prenotazione all’evento (info@museoemigrazionepiemontese.org, 3711165506).

Augusta Molinari porrà l’accento su come, sebbene la malattia fosse un fattore determinante in relazione alla riuscita dei progetti migratori, questa abbia lasciato poche tracce storiche. Il migrante ha nei paesi di destinazione la funzione di un “corpo al lavoro”, quando si ammala non ha assistenza perché diventa un corpo inutile. La malattia, nel complesso delle problematiche migratorie, ha assunto carattere di patologia sociale di massa, causando espulsioni anche coatte in un contesto di assenza di misure di tutela sia nei paesi di immigrazione, sia al ritorno in patria.

Si tratta di un approfondimento dunque importante, lontano dalla visione spesso edulcorata dell’emigrazione italiana all’estero e dalla retorica della costruzione di un futuro migliore. Eppure uno spunto di riflessione di grande attualità, in grado di gettare ponti tra passato e presente, fornire lenti nuove con cui osservare il momento attuale e le sue conseguenze.


Scarica l'App Community Smart sul tuo telefono per leggere altre notizie locali come questa.
Carlotta Colombatto
Condividi: