Corriere di Savigliano

Sabato 14 Aprile 2018
Il sindaco Giulio Ambroggio risponde alle critiche ricevute dalla sezione saviglianese di Confcommercio
"Amici commercianti, fate proposte concrete..."

Cari amici commercianti,

ho letto con grande interesse i vostri numerosi interventi sulla stampa locale ed il documento da voi compilato e distribuito alle varie associazioni. Vi ringrazio innanzitutto per il vostro impegno a tenere vivo il dibattito sul presente e sul futuro della nostra città. 

Una domanda però voglio porvi: ma voi siete veramente convinti, come avete scritto, che Savigliano stia morendo? Siete proprio sicuri che la nostra città sia quella morta gora che avete descritto? A me pare di no. Anzi. Savigliano è una bella città, molto vivibile, piena di verde, con un’alta qualità della vita, di grande vivacità sociale e culturale; lo stanno a dimostrare le quarantotto associazioni culturali, le ventisei associazioni solidaristiche, per non parlare di quelle ecologiche e delle numerosissime società sportive. Non mi sembra che questo sia un sintomo di morte. 

Tutto bene allora? Assolutamente no. Savigliano ha molti problemi come tutti i Comuni d’Italia: la cronica mancanza di denaro dell’Amministrazione che ci impedisce di fare scelte che vorremmo ma non possiamo, una burocrazia sempre più asfissiante, le terribile norme anti terrorismo che limitano tutti coloro che vogliono fare qualcosa. Inoltre da noi non esiste più un’imprenditoria locale che vuol dire entrate in meno per le casse comunali, posti di lavoro in meno, occasioni di creare un indotto sfumate. Molti negozi hanno chiuso anche perché c’è sempre più gente che acquista on line. Non c’è più un grande albergo né un ristorante molto capiente per banchetti di una certa entità. 

Insomma oggi amministrare è molto difficile ma noi cerchiamo di mantenere la nostra città il più possibile accogliente sforzandoci sempre di migliorare, così come hanno fatto tutti gli amministratori che ci hanno preceduti dal dopoguerra ad oggi.

Nei vostri interventi lamentate il fatto che non c’è programmazione. Ma quando non ci sono soldi e in tempi di crisi come questi, programmare a lunga scadenza è difficilissimo e noi non vogliamo correre il rischio di squadernare di fronte ai nostri concittadini il libro dei sogni che poi resterà lettera morta. 

Preferiamo essere concreti, affrontare i problemi di volta in volta e cercare di risolverli anche se una certa programmazione la stiamo facendo cercando di realizzare quanto scritto nel nostro programma elettorale. 

Invece voi volate molto alto ma questo volo, per evitare che si trasformi in un volo di Icaro, dovrebbe essere supportato da qualche proposta concreta che non compare in nessuno dei vostri scritti. Ed è per questo che siamo disponibilissimi a qualsiasi confronto, con voi e con le altre categorie, per discutere i problemi della città e, possibilmente, risolverli.

Per quanto riguarda gli stati generali direi proprio di fare attenzione: quando a fine ‘700 vennero convocati in Francia sappiamo come è andata a finire.

Comunque incontriamoci e parliamo: senza acrimonia e magari con un po’ di ironia che è il sale della vita. 


Giulio Ambroggio - sindaco di Savigliano 



Redazione
Condividi: