Corriere di Savigliano

Venerdì 20 Aprile 2018
L'Ascom risponde alla lettera del sindaco Giulio Ambroggio
«Basta con l’ironia, rimbocchiamoci le maniche»
«Basta con l’ironia, rimbocchiamoci le maniche»

Ci permettiamo di tornare sull’appello lanciato alla città alcuni giorni fa perché reazioni e commenti letti e sentiti sull’argomento lasciano a volte trasparire un’affrettata lettura e analisi, per cui ci sentiamo in dovere di fare alcune precisazioni con l’obiettivo di fare chiarezza. 

La cosa che ci preme sottolineare più di tutte è l’impressionante quantità di commenti, considerazioni e prese di posizione che il nostro appello ha prodotto e crediamo produrrà ancora. Intendiamo ringraziare tutti coloro che a vario titolo hanno espresso pubblicamente un’opinione, qualunque essa sia, dimostrando così di volere il bene per la nostra città. E’ questo il primo passo da compiere verso la soluzione del problema: sentirci appartenenti ad una comunità 

Infatti la riflessione era ed è rivolta a tutta la comunità, tenendo alto il livello degli argomenti, senza minimamente far polemica, nel tentativo di avviare un costruttivo dialogo tra le componenti la città. 

I punti principali. Non abbiamo mai usato la definizione ‘città morta’; comprendiamo che questa potrebbe essere la sintesi estrema del problema, ma la città nei suoi luoghi si sta svuotando, il fenomeno è in atto e progredisce in modo preoccupante. In tutti questi ultimi 20 anni, alla luce dei cambiamenti continui nella società (stili di vita, modelli e strumenti di socializzazione, individualismo crescente, ecc.) non si è affatto adeguata a questi, continuando a proporre gli stessi strumenti di viabilità e mobilità, ormai al collasso, non più funzionali oltreché sempre meno gradevoli da frequentare.

Il piccolo commercio fino a quando resisterà? 

La città stessa, che fine farà?

La nostra proposta è il raggiungimento dell’obiettivo che la cittadinanza tutta esprimerà dopo e attraverso, un suo totale coinvolgimento in quello che si definisce ‘progettazione partecipata’. Non disponiamo di ricette, proposte o intuizioni ‘geniali’, ma queste vengono facilmente evocate e richieste da chi, forse, si sente in difetto e vuole rimandare la palla nel campo avversario. 

Naturalmente abbiamo le nostre idee, le nostre proposte su vari aspetti, come sicuramente molte altre categorie o anche singoli cittadini. Siamo una delle componenti, non certo l’unica o la più importante, ma di certo viviamo la città a tempo pieno e quindi possiamo vantare una certa attendibilità nei pareri. Ci riserviamo di entrare in ‘dettagli operativi’ solo quando si sarà avviato il processo da noi, ma a questo punto da tutta la comunità, auspicato, nelle opportune sedi e contesti.

Nel frattempo sintetizziamo così il nostro obbiettivo per cui lavorare e sul quale cercare la condivisione.

Vorremmo una città riqualificata, rivitalizzata e rianimata, dove vengano ripristinate tutte quelle funzioni di vivibilità in linea con le aspettative del cittadino. Che sia al passo coi cambiamenti in atto e coerente con i nuovi stili e modelli di vita.

Vorremmo che il cittadino scegliesse di frequentare i luoghi della città perché bello, facile e gradevole.

E’ inevitabile che in tutto questo l’Amministrazione comunale sia il soggetto chiamato in causa con la speranza che voglia anche solo approcciare al problema. 

Per questo motivo riteniamo che essa debba al più presto cercare e definire una ‘visione’ per la città a breve, medio e lungo periodo. Avviare un processo di ‘progettazione partecipata’ che coinvolga cittadini (attraverso le varie rappresentanze), associazioni, operatori economici e sociali, ecc., che li possa rendere attori protagonisti già a partire da analisi e riflessioni progettuali.

A noi pare che la situazione della città sia evidente e sotto gli occhi di tutti (ognuno sa valutare da solo), che non servano le solite polemiche di parte, tantomeno le sottili allusioni o l’ironia fuori luogo. L’argomento è molto delicato e andrebbe affrontato in modo serio e professionale, dove ognuno sia chiamato a fare la propria parte, secondo ruoli e competenze, per il solo obiettivo comune: il bene della città. Il processo è lungo e impegnativo, noi siamo pronti a dare il nostro contributo, senza dita puntate, ma con le maniche rimboccate.

 

Associazione Commercianti Savigliano



Redazione
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