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Martedì 29 Maggio 2018
Uno sguardo sul Portale Piemonte Giovani - www.piemontegiovani.it - dalla sezione Vita sociale Affitto casa: contratti. Hai trovato casa e devi scegliere il tipo di contratto da firmare? Sai che ci sono contratti più brevi per studenti e lavoratori fuori sede?
AFFITTO CASA: CONTRATTI
AFFITTO CASA: CONTRATTI

Il contratto di affitto (o di locazione) a uso abitativo è un contratto con cui il proprietario di una casa (il locatore) concede a chi affitta (il locatario) l’uso di un bene immobile (una casa o un appartamento) per un certo periodo, dietro il pagamento di un determinato compenso (il canone d'affitto).

Una volta che hai trovato casa e preso accordi con il proprietario in merito al canone d’affitto mensile, puoi stipulare un contratto (prima di scegliere considera anche l’importo delle altre spese da sostenere: quelle condominiali e delle utenze come riscaldamento, luce, gas, etc.).

Tutti i contratti di affitto devono essere registrati presso l’Agenzia delle Entrate. Non è necessaria la registrazione solo se la durata del contratto non supera i trenta giorni complessivi nell’anno.


La scelta del contratto

Il contratto d'affitto a uso abitativo può essere di due tipologie:

  • A canone libero: il proprietario stabilisce liberamente il canone con chi affitta; la durata minima è di 4 anni, con rinnovo automatico per altri 4 (noto come 4+4). Non prevede agevolazioni fiscali per il proprietario.
  • A canone concordato (detto anche convenzionato o agevolato): si basa su accordi stipulati, a livello locale, tra le organizzazioni sindacali dei proprietari e degli inquilini. I prezzi dei canoni sono pubblicati all’interno di tabelle e sono scaricabili dal sito del Comune. In questo contratto il canone è generalmente inferiore ai prezzi di mercato e ci sono vantaggi fiscali sia per il proprietario sia per l'inquilino. Questo tipo di contratto può essere adottato anche per affitti di durata transitoria (temporanea), per studenti o lavoratori fuori sede. I modelli di contratto utilizzabili sono depositati presso i Comuni. La durata del contratto è solitamente 3 anni, con rinnovo automatico per altri due (3+2), anche se in alcuni casi (come negli affitti di durata transitoria) sono previste forme più brevi:A uso transitorio: può essere stipulato solo in caso di particolari situazioni (dimostrabili) del proprietario (per esempio, per necessità personale) o dell'inquilino (per esempio, se ha un contratto di lavoro a tempo determinato). Dura da un minimo di 1 mese a un massimo di 18 mesi non rinnovabili ed è l’unico contratto stipulabile con una durata breve.
  • Per esigenze abitative di studenti universitari: può essere sottoscritto da studenti iscritti regolarmente a un corso di laurea fuori dal comune di residenza. Dura da un minimo di 6 mesi a un massimo di 36 mesi (rinnovabili).
  • Locazione parziale del proprio alloggio: può essere sottoscritto da proprietari che intendono affittare solo una porzione del proprio immobile. Dura da 3 a 6 mesi o da 6 a 18 mesi.


Spese da sostenere: proprietario o inquilino

Oltre al canone d'affitto mensile, chi prende in affitto una casa deve sostenere regolarmente una serie di altre spese:

  • Spese condominiali (chiamate anche ‘oneri accessori’)
  • Spese di consumo (acqua, energia elettrica, gas e rifiuti)
  • Eventuali lavori di manutenzione ordinaria dell'appartamento, per i quali bisogna chiedere prima il permesso al proprietario di casa. Per sapere quali sono le attività considerate ‘di manutenzione ordinaria’

Inoltre all'inquilino spettano anche le spese di riscaldamento che, a seconda del contratto, possono essere inserite tra le spese condominiali ('riscaldamento autonomo') o tra le spese di consumo ('riscaldamento centralizzato').

Al proprietario di casa spettano le cosiddette “spese straordinarie”, ad esempio il rifacimento della facciata della casa, del tetto o riparazione a eventuali danni non causati dall'inquilino.


Quando scade il contratto

Alla scadenza del contratto d'affitto il rapporto tra proprietario e inquilino si conclude automaticamente, quindi l’inquilino deve liberare l’alloggio.

In alternativa è possibile:

  • Terminare in anticipo il rapporto di locazione: l’inquilino comunica la disdetta al proprietario secondo i tempi e i modi stabiliti per legge, che variano in base alla tipologia di contratto utilizzata. In questo caso, le due parti verificano insieme lo stato dell’alloggio. Se questo non presenta danni causati dall’inquilino, la somma della cauzione, anticipata nel momento in cui il contratto è stato stipulato, deve essere restituita per intero. Se, invece, risultano danni, la cauzione sarà trattenuta a titolo di risarcimento, totalmente o in parte, in base alle spese delle riparazioni. Nel caso in cui il danno causato sia superiore alla caparra versata, l’inquilino dovrà versare ulteriore denaro per risarcire il proprietario. L’inquilino ha, comunque, il diritto di rimanere nell’alloggio fino all’ultimo giorno previsto dal contratto
  • Concordare un ulteriore rinnovo. In questo caso, l’accordo è rivisto dalle parti (solitamente il proprietario aumenta leggermente il canone mensile) e l’inquilino continua a rimanere nell’alloggio anche dopo la scadenza.

Se né il proprietario né l’inquilino comunicano una decisione, il contratto (se è di una tipologia che lo prevede) è rinnovato automaticamente.


Per la scheda completa http://www.piemontegiovani.it/web/schede/affitto-casa-contratti



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