Racconti della domenica

Domenica 06 Gennaio 2019
Il settimo racconto della domenica (3 di 4)
L'archeologa e la scatola (3 di 4)
L'archeologa e la scatola (3 di 4)

Riepilogo seconda parte:


I lavori presso la piccola chiesa procedono: il coordinatore, l’archeologo Micheletti, ha diviso gli studenti in coppie: la giovane Asia lavorerà con lo studente Louis… Intanto, proprio Louis e Asia trovano qualcosa nascosto dietro un mattone: un anello e una pergamena…

Rileggi la prima parte

Rileggi la seconda parte



Louis abbozzava un sorriso… aveva assistito in diretta alla scrittura della nuova frase. Da tempo teneva d’occhio il profilo di Asia e aveva letto le frasi precedenti, notevolmente diverse.

La mattina seguente i lavori proseguivano e tutti gli studenti erano impegnati nelle loro mansioni di rilievi e misurazioni nella chiesetta.

Asia e Louis erano impegnati a controllare lo stato di conservazione dell’altare sotto cui, dietro una mattonella spostata, avevano trovato la scatola.

Pausa pranzo: un attimo, un incrocio di sguardi e gli occhi scuri di Louis incrociano quelli chiarissimi di Asia… Il ragazzo avrebbe avuto mille cose da dire ma… le parole possono davvero dire di più di uno sguardo? Si fermava a guardare gli occhi della sua compagna di lavoro.

Anche lei stava facendo lo stesso… Terminata la pausa pranzo, si riprendevano i lavori.

I due, a stretto contatto, di tanto in tanto si scambiavano sguardi ma poche parole…

Qualcosa è cambiato, forse in entrambi, dopo il ritrovamento della pergamena e dell’anello in quella scatola… I simboli con le iniziali, l’anello inciso con gli stessi simboli e la data… una coincidenza? Uno scherzo di qualcuno?

“Non cambio per nessuno: ho sempre pensato questo e ho sempre creduto di stare bene da sola. Oggi non so cosa voglio. Qualcosa mi ha cambiata o qualcuno? No… ! Sono sicura di me ”

Questo era il nuovo aggiornamento del profilo social di Asia, in commento alla sua foto con l’anello trovato nella chiesa durante gli scavi. Come in una comunicazione telepatica, nelle stesse ore, anche Louis aggiornava il suo profilo, mettendo la foto con in mano la pergamena e il commento: “Il mio carattere è quello che è… Non mi pongo problemi per chi non mi accetta come sono. Io sono Io, o almeno questo ho sempre pensato… ma… a volte si cambia, forse”

Cosa stava accadendo? Due persone all’apparenza simili ma allo stesso tempo opposte: una sicura del suo fascino al punto tale da farne uno scudo, l’altro timido all’apparenza, ma un’apparenza che nasconde in realtà il suo essere egocentrico.

Louis è affascinato e attratto da Asia ma non vuole ammetterlo, allo stesso tempo anche Asia è interessata al suo compagno di studi ma, sicura del suo fascino, non è certo lei a fare il primo passo. Il giorno a seguire, Louis e Asia si trovano sempre vicini al piccolo altare della chiesa, quando qualcosa, durante i lavori, attira la loro attenzione. Pulendo la patina di muffa alla base di un pilastrino che sostiene l’altare, si rivela alla loro vista una mattonella non fissata: una volta sollevata, con loro enorme sorpresa, trovano un contenitore in legno, simile a quello già trovato nei giorni scorsi: all’interno una pergamena non scritta e una candela in parte consumata. Louis commenta: «una vecchia pergamena vuota e una candela mezza consumata? Cosa può avere di prezioso? Capisco l’altro contenitore con l’anello ma questo...».

Asia, guardandolo, commentava: «Una pergamena vuota è una pagina in bianco… tutta da scrivere. Sull’altra pergamena c’erano le nostre iniziali, su questa non c’è nulla…».

«Le nostre iniziali? Si… anche i simboli maschili e femminili se proprio vogliamo andare a vedere tutto… Ma questa è bianca: cosa significa? Nulla…» rispondeva Louis, prontamente ribattuto da Asia: «una pagina bianca tu la vedi un nulla… io lo interpreto un inizio, un qualcosa da completare e da scrivere…ti credevo meno materialista e un po’ più sognatore Louis». Stupito, Louis commenta: «veramente l’impressione che hai di me è quella di essere materialista? Io, è vero, tendo a credere solo a ciò che vedo e per me i fatti strani sono semplici coincidenze…».


Fine terza parte



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Claudio Rocca
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