Racconti della domenica

Domenica 13 Gennaio 2019
Il settimo racconto della domenica (4 di 4)
L'archeologa e la scatola (4 di 4)
L'archeologa e la scatola (4 di 4)

Riepilogo terza parte

Asia e Louis, collaborando allo scavo archeologico, hanno trovato una strana pergamena, sulla quale sono annotate le loro iniziali e una data… qualcosa di strano è successo? Era uno scherzo?

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«Quindi che valore dai al nostro incontro? Una semplice coincidenza o qualcosa previsto da chissà chi e chissà quando, dal momento che un anello e una pergamena portavano già le nostre iniziali…» domandava Asia. Louis guardando negli occhi Asia e, nonostante il suo essere abbastanza razionale, forse freddo e materialista, si sentiva confuso… non trovava le parole… Prendeva la mano della ragazza e provava ad esprimere ciò che stava pensando…


«Vedi Asia… io … davvero non trovo le parole adatte. Noi siamo arrivati qui a compiere queste ricerche e abbiamo trovato qualcosa davvero. Non è stato il ritrovamento in sé ad essere particolarmente importante e prezioso ma comunque qualcosa c’è…».

Emozionata, Asia interrompendolo risponde: «bellissimo ciò che stai dicendo… la cosa più preziosa quindi, per te, è il nostro incontro imprevisto per noi ma già deciso da… qualcuno»

Riprende Louis: «Sì… per la prima volta mi succede di partecipare ad un lavoro per la facoltà di archeologia e di trovare… trovare tutt’altro. Non so davvero cosa pensare o dire… è tutto così strano anche se, come dici, pare tutto già previsto e scritto… e ti assicuro che non mi capita frequentemente di lasciarmi sfuggire la situazione di mano e che qualcuno scopra il tutto… ma il tuo sguardo mi ha confuso così tanto da….».


Asia lo fermava: «cosa vuol dire che non ti capita di frequente? Avevi previsto? Sapevi? Non puoi averli messi tu quella pergamena e quell’anello… erano murati da anni, secoli…»


«Invece sì, Asia… avevo previsto tutto e calcolato tutto. Lasciami spiegare: il mio tempo non è quello di voi umani…».


«Noi… umani? –ribatteva spaventata e stupita Asia, arretrando di qualche passo – cosa dici Louis? Sei impazzito?».


«Forse sì – risponde Louis- dato che mai dovrei rivelare ad anima viva la mia reale identità… d’altra parte, si dice di me da secoli che sia molto astuto… che la mia miglior astuzia sia quella di far credere all’uomo che io non esista… ma con te, Asia, non so cosa mi sia successo. Prevedevo le tue reazioni ma non ho calcolato le mie…».


«Reazioni tue? Da secoli l’uomo non dovrebbe credere nella tua esistenza… ma chi sei?» rispondeva sempre più impaurita Asia. Il ragazzo si avvicinava… Asia tornava più tranquilla…i due si prendevano per mano…


Gli occhi chiarissimi di lei si incrociavano con quelli scuri di lui…. Si parlavano a distanza brevissima…. Le labbra quasi si toccavano…


«Va bene Asia… non voglio nascondermi più… ti rivelo chi sono … il mio nome Louis, sì…. Louis Cypher… Era tutto previsto, avevi ragione dall’inizio. La mia presenza qui non era casuale come non lo era la mia. Da tempo era previsto il nostro incontro».

«Quindi, Louis Cypher… tu saresti… sei…. il diavolo e sei qui per me? ­– risponde Asia – Io… davvero non credevo che potesse succedere… non ho mai creduto… Io…»


«Asia – esclamava Louis – apri quest’altra parte di pergamena, la parte che era poco leggibile. Ora è chiara….». Asia leggeva e non credeva ai suoi occhi. Sulla vecchissima pergamena era scritto: “Eccomi. Mi guardi, lo so. E io ti guardo. Sono qui, irraggiungibile; sorridente e maliziosa; fiera. Sono una Donna. Sono Bella, sono affascinante, sono libera”.


Anche lei, come Louis, aveva scritto sulla pergamena murata? Chissà quando…



Claudio Rocca
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