Racconti della domenica

Domenica 03 Febbraio 2019
L'ottavo racconto della domenica (3 di 4)
L'anima (3 di 4)
L'anima (3 di 4)

Riepilogo II parte: Ippolito era quasi convinto che quella ragazza non fosse stata una visione reale ma soltanto frutto della sua immaginazione, un sogno ad occhi aperti? Ma un nuovo incontro lo porta a pensare diversamente: lei è reale… ora vuole incontrarla…

Rileggi la prima parte

Rileggi la seconda parte



Una domenica, quindi non il solito giorno in cui si recava in paese, Ippolito si trovava a passare nelle vicinanze di una casa nobiliare della collina quando, affacciata alla finestra, vedeva un volto… i lineamenti dolci, lo sguardo limpido: era davvero lei…

Ippolito si fermava e guardava verso quella finestra: aveva scoperto dove abitava…


Nei giorni successivi, andando verso il solito mercato settimanale, Ippolito passava davanti all’abitazione, cercando di vederla e di incontrarla ma senza successo…

L’aveva solo vista alla finestra ma non era riuscito ad incontrarla sotto casa: non gli restava che sperare di incontrarla ancora al mercato per riuscire magari a parlarle: non sapeva neppure il suo nome quindi anche scriverle era impossibile.


Scriverle? No… Ippolito aveva intenzione di scrivere, ma non a lei…


Preso da un attimo di sconforto, misto ad un po’ di irresponsabilità e incoscienza, il giovane prendeva una decisione.


Nella notte successiva, nella sua stanza, Ippolito attendeva il momento giusto per compiere un’azione, seppur timoroso e dubbioso del risultato.

Intorno alla mezzanotte, al lume di una candela e su una pergamena, il giovane stava scrivendo qualcosa, intingendo una penna di corvo in un boccettino in cui era raccolto in modesta quantità un liquido rossastro…


Scriveva per qualche minuto, aveva impiegato molto tempo pur avendo scritto poche righe, poi chiudeva in una busta con una goccia di cera di candela e usciva di casa…


Ippolito camminava fino a trovarsi ad un incrocio di due stradine di campagna…

un luogo imprecisato della campagna piemontese: era notte, passeggiava avanti e indietro, soffermandosi di tanto in tanto sotto un grande albero di frassino.


Si sedeva ai piedi dell’albero incidendo nella corteccia un segno strano, un simbolo magico e le sue iniziali…


Passato poco tempo depositava la busta ai piedi dell’albero di frassino…


É da tener presente che il frassino è una pianta usata nella magia: essa è legata all’elemento del Fuoco e dell’Aria, il suo legame planetario alle pratiche magiche è associato a Venere.


Alcuni giorni dopo il giovane Ippolito si trovava al mercato per ritirare le solite stoffe e, girando tra le bancarelle, incrociava con lo sguardo lei.


Un incrocio di sguardi, lei si stava avvicinando… 


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Claudio Rocca
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