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Le storie della domenica

Domenica 24 Febbraio 2019
Il nono racconto della domenica (2 di 4)
La casa sulla collina (2 di 4)
La casa sulla collina (2 di 4)

Riepilogo prima parte: un gruppo di ragazzi, per una prova di coraggio, decide di entrare in una vecchia casa abbandonata che ha la fama di essere abitata da fantasmi… mentre esplorano le stanze, spaventati da un improvviso rumore, fuggono

Rileggi la prima parte



Il giorno dopo il gruppetto di ragazzi aveva raccontato a tutti gli amici la bravata compiuta la notte precedente ma qualcuno non crede… Non ci sono le prove che effettivamente siano entrati.

Uno di loro voleva tornarci ma gli altri non erano troppo d’accordo: si erano spaventati davvero per qualcosa o erano solo stati vittime di autosuggestioni e delle loro stesse paure? La risposta comunque non sarebbe cambiata: lì dentro non sarebbero più entrati.

Il più grande di loro, Silvano, decideva allora l’impresa in solitario: attrezzato di torcia e un po’ di coraggio si incamminava la sera seguente verso quella casa.

Il portoncino d’ingresso era socchiuso e appoggiato come lo avevano lasciato loro: appena varcato attraversava il giardino, ripercorrendo lo stesso tragitto della sera precedente, ma da solo. Decideva di entrare attraverso la stessa finestra per trovarsi nello stesso salone. Con un po’ di timore girava nella stanza, illuminando l’ambiente intorno con il fascio di luce della torcia e si avvicinava al tavolo su cui era posato il libro. Decideva di aprirlo e, all’interno, una vecchia foto: una ragazza fotografata vicino al pianoforte… una bellissima ragazza… Senza pensare più di tanto, prende la foto e si incammina verso l’uscita della casa…

Quella foto era per lui un forte richiamo: seppur fosse soltanto un’immagine era attratto da quella ragazza: non ne sapeva nulla, non sapeva chi era… sapeva di lei soltanto il nome: Celeste… era scritto il cartoncino su cui era apportato il nome del fotografo, o meglio lo studio fotografico per cui lavorava il fotografo da cui era stata scattata e il nome della ragazza.

Per giorni e giorni e mesi, il ragazzo aveva cercato e domandato in giro, mostrando a tutti quella foto ma nessuno la conosceva.

«Certo - pensava Silvano – è una foto vecchia. Chissà dov’era ora questa ragazza, se era ancora qui in paese, se era andata a vivere altrove e soprattutto chissà chi era…».

 

Nel gruppo di amici ormai parlavano spesso di lui e della sua “quasi ossessione” per quella foto: molto spesso lo vedevano in disparte a guardare quell’immagine, quasi come se parlasse con l’immagine e aspettasse risposta. Qualcuno iniziava quasi a preoccuparsi: era normale che un ragazzo adolescente passasse ora a guardare una vecchia foto di una sconosciuta e che si sia messo in testa di scoprirne l’identità? Dicevano gli amici: «dobbiamo fare qualcosa per aiutare Silvano. Non è possibile che si dedichi anima e corpo alla ricerca di una sconosciuta di cui sa solo il nome e ha visto una foto… certo non possiamo noi scoprire l’identità di quella ragazza… il fatto che ha poco senso è che, se pur la trovasse, oggi chissà quanti anni avrebbe… In quella foto avrà avuto al massimo una ventina d’anni, anche meno, ma quanto tempo è passato da allora?»


Claudio Rocca
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