Biblioteca Civica Luigi Baccolo

Venerdì 17 Maggio 2019
Venerdì 24 maggio 2019, alle ore 18.00 presso il Museo Civico “A. Olmo” (via San Francesco, 17 - Savigliano) sarà presentato il libro “Arae Sacrae. Tipi, nomi, atti, funzioni e rappresentazioni degli altari romani” di Fabio Giorgio Cavallero, (L’Erma di Bretschneider).
Venerdì 24 Maggio
Museo civico di Savigliano "A. Olmo"
Presentazione del libro "Arae sacrae" di Fabio Giorgio Cavallero
Presentazione del libro

Venerdì 24 maggio 2019, alle ore 18.00 presso il Museo CivicoA. Olmo” (via San Francesco, 17 - Savigliano) sarà presentato il libro “Arae Sacrae. Tipi, nomi, atti, funzioni e rappresentazioni degli altari romani” di Fabio Giorgio Cavallero, (L’Erma di Bretschneider).

Durante l’incontro, organizzato dall’Assessorato alla Cultura – Biblioteca Civica, con l’Autore dialogheranno Andrea Carandini, che l’autore considera il suo “maestro” e Gustavo Zagerbelsky.

Il testo di Fabio Cavallero, archeologo di natali saviglianesi, analizza e studia le are sacre in un arco temporale che va dall’8. secolo a. C. al 391 d.C. 

Come egli stesso chiarisce nel sommario, i Romani indicavano gli altari sia con il termine arae che con altares. I vocaboli erano spesso usati senza alcuna distinzione, nonostante l’etimologia popolare indicasse una differenza morfologica e d’uso dei due oggetti. 

Gli altari erano probabilmente trasportabili, come si evince da alcuni rilievi antichi e dal dipinto pompeiano conservato all’interno del Tempio di Iside dove si riconosce un sacerdote che trasporta verso una statua due oggetti slanciati comunemente interpretati come candelabra.

L’analisi di testi giuridici ha permesso di comprendere che erano considerate sacrae soltanto quelle res consacrate publice. Il giorno della consacrazione il magistrato poggiava una mano sull’ara e, ripetendo le parole suggerite dal pontefice massimo, trasferiva la proprietà del bene (res) alla divinità. 

Il quinto capitolo, dedicato agli altari nei sacrifici pubblici, è organizzato secondo la sequenza di atti che possono essere ricostruiti tramite fonti letterarie ed epigrafiche. 

Il volume che sarà presentato nasce dal progetto di Dottorato di Fabio svolto, con il tutoraggio di Paola Carafa e Eugenio La Rocca, presso l’Università La Sapienza di Roma e dedica l’intera seconda parte ai cataloghi consultati per la stesura. Gli oggetti analizzati, chiarisce l’autore, “sono stati individuati attraverso lo spoglio dei principali cataloghi di musei, della bibliografia relativa ai santuari, dei volumi della Forma Italiae e delle notizie di scavi e rinvenimenti”.


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