Corriere di Savigliano

Martedì 22 Ottobre 2019
Sarà un collegamento tra ospedale e medici di base
Un ambulatorio per pazienti cronici
Un ambulatorio per pazienti cronici

All’interno del territorio dell’Asl Cn1 nel corso degli anni sono già stati aperti 12 ambulatori per la cronicità (tra cui quelli di Moretta e Racconigi) che entro la fine del 2020 diventeranno venti. L’azienda ospedaliera ha infatti in programma di aprirne altri a Cuneo, Mondovì, Ceva, Margarita e, soprattutto, a Savigliano.

«Si tratta – spiega il direttore sanitario dell’Asl Cn1 Giuseppe Noto - di un cambio di passo, una prospettiva di profonda innovazione che farà della nostra Asl un modello da seguire e imitare in Piemonte». L’ambulatorio saviglianese, che dovrebbe trovare spazio nell’ex Enel (il palazzo dell’Asl di via Torino), sarà coordinato da un infermiere che si prenderà in carico il paziente. «Non sarà un sostituto del medico di base – spiegano dall’Asl -, ma un supporto al dottore di famiglia che aiuterà l’ammalato a gestire i propri appuntamenti medici e lo sosterrà nei suoi rapporti con l’ospedale».

Il paziente, che arriverà in ambulatorio su suggerimento del medico di famiglia o dopo un ricovero ospedaliero, verrà seguito passo passo nel suo percorso terapico da un gruppo di lavoro coordinato da un infermiere di famiglia e di comunità formato appositamente per fornire questo servizio.

«Spesso succede che alcune persone siano costrette a ricorrere al Pronto Soccorso per l’assenza di controlli specifici e questo servizio dovrebbe aiutarle a prendersi cura di se stessi e, allo stesso tempo, a dare un po’ di respiro ai reparti d’emergenza », proseguono dall’Asl. L’infermiere dell’ambulatorio dovrà seguire l’ammalato in caso di scompenso o rischio cardiaco,diabete, BPCO (bronco pneumopatia cronica ostruttiva), mentre in futuro si occuperà anche della patologia renale cronica e di nuove malattie.

«Ma perchè funzioni serve un patto con tutti gli attori istituzionali: comuni, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, farmacie convenzionate e pazienti e loro caregiver», conclude Noto ricordando che l’ospedale sta lavorando anche all’individuazione di un agente di salute laico perchè siamo convinti che «il successo del nostro ambizioso progetto passi anche attraverso il coinvolgimento di chi, direttamente o indirettamente, vive la malattia»


Francesco Gerbaldo
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