Le storie della domenica

Domenica 03 Novembre 2019
Secondo racconto autunnale (4 di 4)
Il flauto del burattinaio (4 di 4)
Il flauto del burattinaio (4 di 4)

Riepilogo 3: Cianciotto aveva scoperto il trucco del mago: i burattini sembravano vivi? No, erano vivi… tra questi Cianciotto nota una bellissima ragazza, la cui scomparsa era stata denunciata dal padre… decide così di aiutarla.

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“É il flauto ad essere stregato… quell’Aronne la tiene in suo potere con questo strumento…”

Un improvviso rumore interrompeva i pensieri di Cianciotto: Aronne era tornato… doveva nascondersi e posare il flauto, solo che nella fretta, inciampava facendo cadere a terra il fragile strumento che andava in mille pezzi…

In quel momento la ragazza aveva un sobbalzo, sgranava gli occhi e si guardava intorno…

«Aiuto… dove mi trovo… dov’è la mia casa, la mia famiglia…cosa ci faccio qui…».

Cianciotto e Aronne erano l’uno di fronte all’altro… il mago aveva perso il suo potere.

Aronne avanzava minaccioso verso Cianciotto che afferrava un oggetto dal tavolo e lo lanciava verso Aronne che rimaneva stordito, consentendo a Cianciotto di prendere per mano la ragazza e fuggire…

Una lunga corsa per uscire dall’accampamento, raggiungere le mura della città e la casa del marchese, dove Cianciotto si sentiva al sicuro.

Domandava la ragazza: «Chi siete, coraggioso e valoroso amico che mi avete salvata? Io sono Amalia, abito con la mia famiglia su in montagna e sono stata prelevata con l’inganno dal malvagio Aronne…»

Rispondeva il servo: «Sono Cianciotto, servo del marchese Lodovico II… il marchese è stato informato di tutto e le guardie hanno arrestato Aronne che resterà nelle carceri per molto tempo. Non correrete più pericoli né se rimarrete a corte né se tornerete a casa vostra».

Uno sguardo tra i due… poi Amalia abbracciava il suo salvatore…

«Ero con quella compagnia di girovaghi da qualche mese ma non mi rendevo conto di nulla, né di dove fossi né con chi fossi. Quando l’altro giorno avete rotto il flauto avete spezzato l’incantesimo e mi sono svegliata come da un lunghissimo sonno… Voglio tornare a casa mia ma con voi, presentarvi alla mia famiglia come mio salvatore… e dire che non tutto ciò che inizia male continua come male… se il malvagio Aronne non mi avesse rapita non ci saremmo mai incontrati…»

Quasi balbettando per l’emozione, Cianciotto rispondeva: «grazie per queste parole… avrei voluto dirle io ma mi avete tolto le parole di bocca… lo stesso pensiero nello stesso momento… chissà, magari il “Libro del Destino” aveva previsto attraverso la sua tortuosa strada il nostro incontro in questo momento e in questo posto…chissà…»

La ragazza lo guardava e domandava: «dove eravate stato fino ad oggi Cianciotto… »

«Chissà Amalia… - rispondeva Cianciotto – forse sono stato in giro per le contrade del mondo a cercarvi…».

Ancora uno sguardo tra i due, le mani si toccavano… e i due si incamminavano per le stanze del palazzo per raggiungere la sala del marchese.

Qualche mese più tardi si celebravano le nozze tra Amalia e Cianciotto, che avrebbero poi vissuto a palazzo con i genitori di lei e con i marchesi.

Tempo dopo, grandi festeggiamenti si organizzarono e a questa festa interveniva un giullare…

«Ave, eminenti signori marchesi… sono Giusberto il giullare. Sono qui per informarvi che un gruppo di musicanti, saltimbanchi, un burattinaio e artisti vari si è accampato alle porte del vostro borgo e chiede il permesso di esibirsi per allietare i cuori dei sudditi vostri, e se vorrete concederci l’onore, anche quello vostro e della gentil dama e dei vostri ospiti»…


Fine


Claudio Rocca
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