Consorzio Monviso Solidale

Mercoledì 20 Novembre 2019
Come occuparsi di chi fa più fatica attraverso il lavoro di comunità
Empowering Communities, Convegno a Torino
Empowering Communities, Convegno a Torino

Si è svolto a Torino lo scorso 14 novembre presso la Fabbrica delle E - una ex fabbrica riconvertita dal Gruppo Abele in struttura per ospitare incontri e, come suggerisce la congiunzione E, per allacciare relazioni e incentivare legami – il workshop “Empowering Comunities”, organizzato dal Consorzio Monviso Solidale, l’ACSSQ, la Fondazione Amleto Bertoni di Saluzzo e la MJC di Briancon, nell’ambito del progetto Interreg Alcotra #Com.viso.

Durante la giornata sono emerse strategie e azioni che il progetto ha messo in campo per favorire lo sviluppo di comunità, attraverso la figura essenziale dell’animatore di comunità, con lo scopo di migliorare la qualità della vita di chi vive in montagna nei luoghi attorno al Monviso e nei territori transfrontalieri, accogliendo chi fa più fatica, collaborando insieme per un obiettivo comune.

“Non si tratta di un momento auto celebrativo – ha commentato Enrico Giraudo, responsabile Area Progetti e Qualità del Monviso Solidale – ma di un tentativo di raccontare anzi una spietata tendenza al pragmatismo di chi è parte di questo progetto, con l’auspicio che lavorare con un approccio preventivo, direi ormai scientifico, sul territorio diventi spunto se non bussola per i servizi che si occupano di disagio sociale: lavorare esclusivamente sulle urgenze, in modo riparativo, è una tendenza che va modificata nel più breve tempo possibile.”

Il progetto #Com.viso, che dopo trentadue mesi di lavoro si concluderà a dicembre, è stato portato avanti in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e nel workshop sono state messe a confronto una serie di buone pratiche e ricerche scientifiche provenienti anche da altre realtà nazionali e internazionali.

Nel pomeriggio c’è stato spazio per la discussione sulle sfide per il futuro dell’innovazione sociale: relazioni, spazi, risorse, linguaggi e frontiere erano le parole chiave che hanno riunito cinque rispettivi tavoli di lavoro, nei quali si è anche trattato il tema del rapporto con i decisori politici e con le amministrazioni pubbliche locali: “Per quanto riguarda il territorio del Monviso Solidale non si può non notare il processo di maturazione e consapevolezza su questi temi che negli ultimi anni è stato compiuto dai nostri amministratori locali – ha spiegato Giuseppe Migliaccio, Direttore del CMS – Molti sindaci e assessori hanno investito risorse che andassero nella direzione di vivacizzare il loro territorio, tenendo aperta una dialettica con gli operatori e il terzo settore. Si tratta di un percorso, che può avere qualche pausa ma che non smette di evolversi e migliorarsi”.

E in effetti il lavoro di comunità si percorre su un sentiero che ammette anche delle soste, talvolta anche tollerando di tornare indietro prima di ripartire; in alcune sessioni di lavoro è emersa anche la metafora della danza, dove il professionista conduce ma deve sapersi lasciar condurre a volte, da chi abita i territori, da chi porta non solo legittimi bisogni ma anche concrete competenze.

“E’ uno dei mali del nostro tempo: il clima politico sociale di oggi guarda solo ai problemi, spesso solo ai propri problemi e ai propri drammi – ha spiegato nel suo intervento conclusivo il Presidente del Monviso Solidale Gianpiero Piola – Oggi qui abbiamo voluto testimoniare che è possibile lavorare con approcci e valori diversi, aiutando i territori a trovare un linguaggio comune senza rinunciare tuttavia a calarsi nelle differenze che appartengono alle realtà locali. E facendo tutto questo alimentando spazi di fiducia, bellezza, positività, guardando avanti con lungimiranza, costruendo in prima persona quell’Europa della quale andare fieri perché lotta per non lasciare indietro nessuno”.

 

 

 

 



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