Le storie della domenica

Domenica 24 Novembre 2019
Terzo racconto autunnale (3 di 4)
La lettera (3 di 4)
La lettera (3 di 4)

Riepilogo seconda parte: Filiberto riesce a scoprire qualcosa di più su Fiammetta, ma è proprio quello che scopre ad impedirgli di conoscerla: appartiene ad una famiglia che da tempo immemore è in lotta con la sua… decide di indirizzare alla ragazza una lettera…

Rileggi la prima parte

Rileggi la seconda parte


La comunicazione via lettera continuava da alcuni mesi, quando casualmente i due si incontravano nuovamente durante una festa di paese: lo sguardo da lontano in mezzo alla folla non sfuggiva ai genitori della ragazza, che decidevano così di tenere d’occhio i possibili sviluppi.

La comunicazione tra Fiammetta e Filiberto era abbastanza intensa, le lettere non erano state intercettate dai rispettivi genitori ma quello sguardo… quell’incontro, seppur tra la gente, non era sfuggito.

Le due famiglie erano rivali da tempo immemore, anche se a dire il vero probabilmente si era persa la memoria del motivo di tali ostilità…

Una sera Filiberto prendeva però una decisione: voleva vedere Fiammetta, non gli bastava solo scrivere…

Uscito al tramonto, decideva di aspettare l’oscurità per raggiungere le vicinanze dell’abitazione della ragazza e almeno poterla vedere, magari dalla finestra o, chissà, sotto casa.

Si incamminava così lungo la strada principale della città, la percorreva fino al limite delle mura verso il Bastione di San Giovanni, proprio nelle vicinanza della casa di Fiammetta.

Proprio come aveva sperato: dopo il tramonto, Fiammetta si affacciava e scorgeva, poco lontano Filiberto con in mano un piccolo lume.

A questo punto Fiammetta faceva cadere volutamente un fazzoletto per avere la scusa di scendere a prenderlo.

Filiberto e Fiammetta erano ora sotto casa, a breve distanza… in tutto ciò non avevano però considerato la possibilità di essere sorpresi dal padre di lei che era preso dal  sospetto che la figlia intrattenesse contatti con un membro di quella famiglia rivale.

«Altolà, fermati – esclamava il padre di Fiammetta – non so chi tu sia, soltanto lo sospetto… ma le nostre famiglie sono in lotta da anni… allontanati da lei o …»

«Le nostre famiglie? ­ rispondeva pacato Filiberto – Le nostre famiglie, non noi… Placati, calma il tuo animo e rifletti: che colpa abbiamo sua figlia ed io? La sola colpa di essere nati in due famiglie che si odiano e non sanno più nemmeno il perché? Fermiamoci…mettiamo noi la parola fine a questo assurdo rancore… io…»

«Basta – lo stroncava il padre di Fiammetta – non voglio continuare a sentire queste idiozie uscire dalla tua bocca. Se i nostri padri oggi e i nostri nonni prima sono in lotta non dipende da noi, è vero, però chi siamo noi per dire che loro erano in errore? Io sono… »

«Voi siete esponente di quella famiglia – continuava Filiberto, senza paura – voi siete  il padre di Fiammetta.. ma io non vi odio: perché dovrei odiare qualcuno che neppure conosco, soltanto perché è nato guelfo o ghibellino? Non siamo forse entrambi legati, in modo diverso, a Fiammetta? Facciamoci forza di questo punto che ci unisce oggi piuttosto che rifarci a ciò che ci separava ieri…»


Fine terza parte


Claudio Rocca
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