Corriere di Savigliano

Mercoledì 08 Luglio 2020
Multe ingenti per 10 aziende del saluzzese
Undici migranti occupati in nero
Undici migranti occupati in nero

Nel saluzzese, nello specifico a Saluzzo, Revello, Verzuolo e Costigliole, undici braccianti agricoli di origine africana impiegati nella raccolta della frutta in dieci aziende del territorio sono stati scoperti lavorare senza contratti di lavoro. Per queste aziende, cui sono state accertate altre violazioni in materia di regolarità dei rapporti con i lavoratori e della loro retribuzione, sono state inflitte sanzioni amministrative per un totale che sfiora i 50.000 euro. I controlli sono stati realizzati nell’intero mese di giugno, in concomitanza con l’avvio della stagione di raccolta della frutta, dai Carabinieri della Compagnia di Saluzzo, in collaborazione con il personale del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Cuneo. Sull’argomento si è espresso anche Coldiretti, con una lettera firmata dal delegato confederale Roberto Moncalvo e pubblicata integralemente a pagina 18. «Ben vengano i controlli di natura sociale e sanitaria per ridurre al minimo il rischio assembramenti tra gli extracomunitari; a tal proposito ribadiamo l’urgenza di limitare l’arrivo di migranti nella Granda privi di una concreta opportunità di lavoro e costretti a sistemazioni di fortuna. Tuttavia, temiamo che lo stato d’assedio che da fine maggio insiste sul saluzzese, con operazioni e retate delle Forze dell’Ordine, leghi pericolosamente il problema migranti al lavoro onesto degli imprenditori agricoli locali», afferma Moncalvo. Che prosegue: «Dev’essere chiaro a tutti che i frutticoltori della Granda non chiamano i migranti per farli accampare sotto le stelle e sfruttarli con salari da fame. La realtà saluzzese è un’altra, ed è fatta di imprenditori seri che, resistendo con tenacia alle gravi e perduranti difficoltà del comparto frutticolo, offrono lavoro a migliaia di stagionali senza mai sottrarsi al tema dell’ospitalità [...]. Gli imprenditori agricoli stanno responsabilmente facendo la loro parte per offrire ospitalità, individuare soluzioni strutturali all’alloggiamento degli stagionali», conclude il delegato confederale di Coldiretti


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Redazione
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