Corriere di Savigliano

Mercoledì 22 Luglio 2020
L’associazione Mai+Sole a fianco della donna che ha fatto scattare le indagini sugli episodi di Novara
Aiutata a denunciare la setta
Aiutata a denunciare la setta

 Probabilmente si è sentita accolta e protetta come mai le era successo prima, convincendosi così a raccontare - prima alle volontarie dell’associazione e poi agli inquirenti - le morbose pratiche a cui era stata costretta a sottoporsi da bambina. Parte dal lavoro di assistenza e supporto dell’associazione saviglianese “Mai+Sole”, la testimonianza della donna vittima di soprusi che ha dato il via a un’articolata inchiesta che ha coinvolto 26 persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere, riduzione in schiavitù, violenza sessuale. Un’inchiesta che ha sollevato il velo sulle attività di una psicosetta attiva tra le province di Novara (dove in una villetta s’ipotizza avvenissero questi riti d’iniziazione a sfondo sessuale), Pavia, Milano e Genova. Al vertice di quest’associazione, un parasanitario, oggi settantasettenne. Secondo la ricostruzione fatta dalle forze di polizia, l’attività della setta andava avanti da oltre trent’anni. 


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Andrea Giaccardi
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