Corriere di Savigliano

Martedì 28 Luglio 2020
INTERVISTA - Tante possibilità per esprimere la volontà di quest’ultimo gesto di generosità
«Donare gli organi per salvare vite»
«Donare gli organi per salvare vite»

Due settimane fa, il Corriere vi ha raccontato la storia di Gabriele Berteina, giovane saviglianese che in pieno lockdown ha ricevuto un cuore nuovo grazie a un donatore anonimo. «Sono nato due volte – ci disse in quell’occasione – e ora voglio raccontare la mia esperienza per sensibilizzare le persone affinchè anche altri possano rinascere come è accaduto a me grazie all’ultimo dono di una persona di cui non potrò mai sapere nulla». Le sue emozionanti parole ci hanno spinto a contattare Pasquale Portolese, coordinatore ospedaliero degli organi e tessuti al Santissima Annunziata, per approfondire il tema.

Chi può donare gli organi? E quali?

«È una possibilità aperta a tutti, dai più giovani fino alle persone anziane, compatibilmente con lo stato di salute mentre erano in vita. La donazione di organi e tessuti può essere pressoché totale, ad esclusione di cervello e gonadi».

Come possiamo decidere di donare i nostri organi? «Ci sono diverse possibilità. Tra queste, un modulo da firmare che si può ritirare all’Asl, tramite il tesserino del Ministero della Salute, con la Donocard delle associazioni del settore come l’Aido, con un atto scritto a mano, firmato e datato da tenere nel portafoglio o, infine, quando si rinnova la carta d’identità si può esprimere la propria volontà. Una volta ricevuta l’informazione, questa viene inserita nel database nazionale del Sit (Sistema Informativo dei Trapianti) che, in caso di morte encefalica, viene consultata per stabilire le volontà ».

E se non mi sono espresso?

«In quel caso la scelta viene lasciata ai familiari che possono “non opporsi” al prelievo. Una situazione che deve essere presa in poco tempo e in un momento particolarmente difficile. Che la donazione sia consentita o che non lo sia, la soluzione migliore per tutti è esprimersi esplicitamente quando si è ancora in vita. In questo modo sarò io a decidere cosa verrà fatto dei miei organi e nessuno potrà interferire sulle mie ultime volontà».


Scarica l'App Community Smart sul tuo telefono per leggere altre notizie locali come questa.
Francesco Gerbaldo
Condividi: